Game Chef 2015: Il paese dei ciechi

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Verrebbe quasi da dire che l’edizione di quest’anno del Game Chef mi abbia aperto gli occhi, se non fosse che il gioco che ho scritto insieme a mio fratello Giuseppe ha l’ambizioso proposito di rivolgersi non al solito pubblico, bensì a un pubblico di non vedenti (o di chi vuole diventarlo per una sera).

Il tema dell’edizione di quest’anno era “Non il solito pubblico” e gli ingredienti a disposizione degli chef erano: abbandono, libellula, quiete e sogno. Ci siamo messi ai fornelli nei ritagli di tempo (causa studio e lavoro) e siamo riusciti a finire il testo solo una quarantina di minuti prima del limite massimo per la consegna. Ciononostante siamo felici di poter condividere la nostra idea, consapevoli di dover rimetterci mano per renderla più giocabile.

Vi lascio all’introduzione del gioco, il resto potete leggerlo qui.

Introduzioneilpaesedeiciechi1
Il paese dei ciechi è uno story game ambientato in un pueblo sperduto del New Mexico, poco dopo l’arrivo dei Conquistadores. Il pueblo è conosciuto anche come “il paese dei ciechi” poiché – appunto – tutti gli abitanti sono privi della vista. Per alcune generazioni il paese dei ciechi è rimasto isolato dal resto del mondo e ormai tutti hanno perduto la memoria di cosa significhi vedere. Da quel mondo apparentemente così lontano, però, giunge un uomo in grado di farlo: è un avventuriero al seguito dei Conquistadores che – chissà come – riesce a varcare i confini impenetrabili del paese dei ciechi.
L’incontro con lo straniero sarà causa di meraviglia per i ciechi: il mondo esiste in una maniera per loro impensabile e qualcuno riesce a vederlo. L’incontro con il popolo dei ciechi sarà per lo straniero una sfida: il mondo può essere percepito anche senza il dono della vista e qualcuno riesce a sentirlo.

Ispirazioni, tema e ingredienti
Ovviamente ci siamo lasciati influenzare pesantemente dal meraviglioso racconto di H.G. Wells, Il paese dei ciechi, tanto da sceglierlo come titolo del gioco. Ve ne consigliamo la lettura, un po’ per entrare nei vostri personaggi un po’ perché si tratta di un racconto che Italo Calvino non ha esitato a definire “spettacolare”.
Per quanto riguarda invece i giochi a cui ci siamo ispirati citiamo quello che forse balzerà facilmente anche ai vostri occhi: Archipelago di Matthijs Holter.
Il tema del Game Chef 2015 è “Non il solito pubblico”. Ci siamo fatti guidare dal tema per la scelta dei personaggi del gioco (almeno tre su quattro, come vedrete). Ci siamo chiesti come dev’essere sogn are per una persona non vedente (e ancor più cosa significhi “sognare per immagini” per una persona non vedente dalla nascita). Questo è il nostro pubblico ideale. Ed è questo il motivo che ci ha spinto a creare un gioco di ruolo dove la componente visiva fosse dettata ancor più dalle parole. Ascoltare la descrizione di un luogo mentre si è bendati è un’esperienza da provare, ve lo assicuriamo.
Gli ingredienti (Abbandono, Libellula, Quiete e Sogno), invece, li abbiamo utilizzati ripartendo il gioco in quattro fasi, una per ogni ingrediente. Inoltre ci siamo concentrati maggiormente su due ingredienti: le libellule fanno parte di un racconto mitico del popolo Zuni e nel nostro gioco sono l’equivalente dei dadi, mentre il sogno è parte fondamentale dell’esperienza di gioco.

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