Una questione di stile

Dopo aver ingaggiato Daniel come terzo compagno di viaggio, io e Daniele iniziammo a confrontarci con lui per scovare una sorta di “sentimento comune” sulle illustrazioni per Tirnath-en-Êl Annûn.

La prima cosa che ci venne in mente fu dunque di scrivere qualche descrizione per le illustrazioni che più ci stavano a cuore, un po’ come fanno gli sceneggiatori di fumetti. Intanto Daniel si era preoccupato di metterci davanti a quella che si sarebbe rivelata un’ardua scelta: matite (qualcosa a metà tra Donato Giancola e Karl Kopinski) o inchiostri (principale ispiratore Frank Frazetta)? Non contento, ci aveva anche fatto qualche esempio pratico, gettandoci ancor più nel panico. Dopo qualche riflessione e un Hangout illuminante con Daniel, tutti e tre abbiamo deciso di utilizzare gli inchiostri. Daniel ha quindi intrapreso un percorso simile a quello fatto soprattutto con Evolution Pulse: neri pieni e volutamente marcati, per lasciare spazio all’immaginario dei giocatori ma anche per sottolineare la nota emotiva dell’ambientazione e delle scene. L’ispirazione è fornita principalmente dall’old school del GDR fantasy e dall’illustrazione tradizionale, con artisti di riferimento del calibro di Frazetta, Kopinski e Buscema.

Eccovi un esempio di una delle nostre descrizioni:

Esterno notte, c’è un lago sullo sfondo, la luna nuova in cielo (le stelle si vedono meglio), delle rovine di una città perduta in primo piano (Annúminas), e alcuni personaggi in mezzo ad esse. Stanno incrociando le spade o comunque scambiandosi un segno di giuramento. Sono dei Tirnath e quindi tutti dei Dúnedain (Uomini, non Elfi o Nani). Ci dev’essere una certa aura solenne: è uno di quei momenti che finisce nelle storie, viene narrato, ha una certa iconografia. Se soltanto i Tirnath avessero vinto la guerra con Angmar ci sarebbero statue e rappresentazioni iconiche di eventi come questo. I Tirnath hanno come unico segno distintivo una stella a sette punte, che può anche essere di varia fattura. In cielo dovrebbe esserci la costellazione delle sette stelle, che è di fatto come l’Orsa Maggiore nostra, anche come disposizione:

Se proprio le devi disegnare “con precisione” potresti mettere delle stelle a sette punte anche lì. Una di esse risplende più delle altre mentre due sembrano meno lucenti, quasi a svanire nell’oscurità. È chiaramente una metafora per la storia dei Tirnath.

Qui di seguito invece trovate l’illustrazione di Daniel. Non si tratta di un lavoro finito al 100% quanto piuttosto di un work in progress sufficientemente avanzato da potervelo mostrare come esempio del lavoro fatto da Daniel finora.

tirnath_3_low
© Daniel Comerci

Quando abbiamo visto la nostra descrizione materializzarsi in maniera così vivida e potente, io e Daniele siamo rimasti colpiti e piacevolmente imbambolati. In quel momento abbiamo avuto la certezza di trovarci di fronte alla nostra idea di Tirnath-en-Êl Annûn. Abbiamo detto a Daniel di continuare su questo solco così ben tracciato.

Daniel si sta quindi concentrando per ricercare un feeling moderno (qualcosa che ammicchi al fumetto e al gioco moderno) che abbia anche il sapore del fantasy con cui tutti siamo cresciuti: realistico nel senso di un fantasy lontano dal parossismo hollywoodiano, gritty e non troppo idealizzato.

Altro esempio con descrizione e illustrazione:

Si tratta di una scena di inseguimento: Nivie è sul suo cavallo Beran e sta fuggendo su un paesaggio montuoso e innevato (di fatto si tratta degli Erenbrulli o comunque della regione a nord del Monte Gram, tra Angmar e Rhudaur).

Nivie è inseguita da alcuni orchi che cavalcano warg. Mi raccomando alla non sessualizzazione: Nivie è una tirn concentrata su quello che sta facendo, sicura di sé, non sembra spaventata, almeno all’apparenza. In realtà nel suo cuore è tormentata, per varie ragioni: la guerra, la morte del padre, la responsabilità e, non ultimo, l’amore per Harden, che comunque non vuole accettare per orgoglio. Ci sta che si capisca che non è tutto oro quel che luce, ma mi focalizzerei su altro.

Vedo questi capelli scuri e mossi al vento. Ho sempre immaginato i suoi occhi come chiari, ma sarà impossibile renderli. Non è un problema. Mi piacerebbe che ci fosse questo mantello al vento. Non è importante che i cavalca-warg si vedano benissimo: è lei al centro dell’attenzione.

tirnath_5_low
© Daniel Comerci

Anche in questo caso Daniel ha fatto un ottimo lavoro (anche questa illustrazione molto probabilmente sarà ancora oggetto di ritocchi e rifiniture, in vista di una sistemazione complessiva finale). La nuvoletta davanti alla bocca di Nivie dice tutto sulle sue preoccupazioni e sulla sua concentrazione; così come la neve che si squaglia in prossimità delle piante e degli arbusti ci porta in una giornata di gennaio con il sole che fa sentire la sua presenza.

La sfida personale per Daniel è adesso quella di cercare di rendere vive le immagini, di dare un volto al periodo di Angmar, non cedendo a rimandi troppo fantasy né troppo cinematografici, ma ispirandosi piuttosto all’umanità che in questo frangente è l’aspetto principale del gioco.

Non so voi, ma noi aspettiamo a bocca aperta.

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