Fear: Cosa provi mentre lo fai?

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È giunto il momento di spiegare i motivi che mi hanno spinto ad adottare il sistema degli Approcci di Fate Accelerato. Forse alcuni di voi apprezzeranno la lista delle abilità di Fate Base, io no. E ancor di meno la tollero in un gioco come Fear in cui non è importante conoscere cosa sei bravo a fare, quanto piuttosto cosa provi mentre lo fai o cosa rendi manifesto agli altri mentre lo fai.

A differenza di Fate Accelerato, dunque, in Fear non si usano gli approcci, bensì le attitudini. Le attitudini rappresentano l’inclinazione e la predisposizione del soldato, ne sottolineano il modo di affrontare la guerra e i pericoli a essa connessi. Di fatto, le attitudini rispondono alla domanda “Cosa provi mentre lo fai?”.

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© Howard C. Breedlove

Perché attitudiniAttitudine è una parola presa di peso dal contesto militare e calata in un contesto che nulla ha a che vedere con ruoli e incarichi. Se ci fate caso, sulla scheda del personaggio le attitudini non sono elencate in ordine alfabetico bensì in ordine di “impatto emozionale”. L’unica attitudine da soldato è la prima, la Disciplina; le restanti attitudini sono inclinazioni pericolose e foriere di complicazioni, di certo inconcepibili per un soldato perfetto. È per questo motivo che si è scelta una lista di emozioni (Disciplina a parte). Fear non è un gioco di guerra, è il gioco della guerra; la guerra ti prenderà a schiaffi fin dalla prima sessione e non smetterà di riversarti addosso paure, terrori inconfessabili e la voglia di rannicchiarti in un angolo e dimenticare tutto. Gli Approcci di Fate Accelerato non avrebbero reso alla perfezione queste atmosfere, ed è questo il motivo che mi ha spinto a scegliere una lista di “caratteristiche” basate sulle emozioni di un soldato.

Ogni personaggio inizia il gioco con cinque attitudini che ne descrivono l’inclinazione e la predisposizione: Disciplina, Rabbia, Paura, Disperazione e Pazzia. Ogni giocatore deve assegnare al proprio personaggio i seguenti punteggi alle varie attitudini, come preferisce: +3, +2, +1, +1, +0.

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© Stone / AP

A volte potrebbe capitare di essere indecisi sull’uso di due o più attitudini. In tal caso sarà il GM a suggerire “allora lo stai facendo provando/manifestando questa attitudine”; se siete d’accordo va bene così, altrimenti chiedetelo al gruppo di gioco. In caso di impasse o ulteriore disaccordo, decide il giocatore del personaggio con il grado più basso (c’è una motivazione: molto spesso sono proprio i novellini a notare tutto e registrare i comportamenti altrui per avere una classificazione di riferimento che possa tornare utile).

Veniamo alle descrizioni e agli esempi delle singole attitudini.

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© Horst Faas / AP

Disciplina

Agire con disciplina significa rispettare l’insegnamento e le istruzioni ricevute, comportarsi da soldato e assolvere ai propri doveri, obbedire e portare a termine l’incarico assegnato.

Agisci con disciplina quando: mantieni il controllo sotto il fuoco nemico, attendi il momento giusto per far detonare la carica di C-4 piazzata sul fusto della mangrovia lungo il sentiero, impartisci un ordine ai tuoi sottoposti.

Rabbia

Agire con rabbia significa esplodere in maniera incontrollata e scomposta. Solitamente si tratta di una reazione prodotta dal senso di impotenza ma può anche trasformarsi in pura violenza bestiale.

Agisci con rabbia quando: perdi il controllo e prendi a pugni il commilitone che ha appena fatto cadere l’intera squadra di fuoco in un’imboscata nemica, colpisci l’abitante di un villaggio che si ostina a rispondere in vietnamita alle tue domande circa la presenza di vietcong nella zona, afferri la radio del marconista e rispondi male alla base che sta negando un medevac.

© Ghislain Bellorget / AP
© Ghislain Bellorget / AP

Paura

Agire con paura significa provare insicurezza, smarrimento e ansia di fronte a un pericolo (reale o immaginario, poco importa).

Agisci con paura quando: scavi come un forsennato la tua buca prima che arrivi il buio, corri a perdifiato in cerca di un rifugio dalle pallottole, scruti nell’oscurità per carpire segnali della presenza del nemico durante il tuo turno di veglia.

Disperazione

Agire con disperazione significa perdere ogni speranza e condurre un’azione senza pensare alle conseguenze; può anche rappresentare quella sorta di coraggio temerario e disperato che ha origine dall’istinto di conservazione in situazioni pericolose.

Agisci con disperazione quando: esci allo scoperto per segnalare la presenza della tua squadra al pilota dell’elicottero per l’evacuazione, tenti di allontanarti velocemente dal raggio d’esplosione della granata appena caduta nella tua buca, ti rifiuti categoricamente di eseguire un ordine pur di salvarti il culo.

© AP
© AP

Pazzia

Agire con pazzia significa commettere qualche azione folle e sconsiderata, ma anche comportarsi in maniera strana e poco assennata.

Agisci con pazzia quando: individui la posizione della mitragliatrice nemica divinando una mappa bruciacchiata trovata nel taschino di un vietcong appena ucciso, comunichi con un commilitone disperso di un’altra squadra in una lingua a te ignota, ti fiondi in battaglia al seguito del sergente Black che è morto due settimane fa.

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9 thoughts on “Fear: Cosa provi mentre lo fai?

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  1. Ecco qui il mio solito feedback. 😉

    Allora, ho due domande/perplessità:

    1. Ma se davvero, come abbiamo detto ieri a voce, quello che conta è la percezione psico-sociale di quello che sta facendo il soldato, visto dall’esterno, ha davvero senso mettere giù la domanda come “Cosa provi mentre lo fai?”.

    Se fosse così, l’unico arbitro riguardo a quale attitudine tirare, caso per caso, non ha senso che sia il GM o il gruppo; in quel caso, l’unico arbitro dovrebbe essere solamente il giocatore di quel PG, inappellabilmente. Intendiamoci: se fosse veramente quella la domanda, non ci sarebbe nulla di male a far decidere sempre e comunque al giocatore del PG.

    Ma, forse, dato quello che scrivi dopo su chi decide quale attitudine tirare in caso di incertezza, non è quella la vera domanda da farsi. Forse la domanda da farsi è più “Quale stato d’animo/disposizione manifesti mentre lo fai?”. E qui si tornerebbe a una percezione psico-sociale delle azioni del soldato.

    Non dico che sia questa la strada giusta da seguire, ma sicuramente è qualcosa sulla quale devi riflettere, perché attualmente vedo la domanda nascosta delle attitudini che punta da una parte e le procedure di gioco per determinare quale attitudine tirare che sembrano andare verso l’altra domanda che ho scritto io.

    2. Stando al discorso fatto a voce ieri, secondo me, se metti che sono i giocatori in gruppo a decidere quale attitudine si tiri in caso di indecisione, non ha senso lasciare il potere di proporre quale attitudine tirare al GM.

    Tra l’altro, in questo modo, depotenzi molto la meccanica tematica che prevede che sia il giocatore del PG più basso in grado a decidere, in caso non si fosse raggiunto un accordo.

    Insomma, qui il mio consiglio è: lascia il GM in panchina. Lui potrà dare un suo parere a riguardo, ma direi che qui non decide proprio nulla. 😉

    1. Osservazioni pertinenti, come al solito. 😉
      Ne abbiamo parlato e conosci anche le mie perplessità sul tipo di domanda da farsi al momento di scegliere l’attitudine sulla quale tirare. Probabilmente la confusione nasce dal fatto che non sono ancora riuscito a focalizzare la fatidica domanda. In ogni caso, il tuo commento mi ha permesso di chiarire una cosa (a me stesso, innanzitutto): voglio che l’attitudine sia qualcosa che provenga dal PG ma venga percepita dagli altri, pertanto la domanda giusta è quella codificata da te con “Quale stato d’animo/disposizione manifesti mentre lo fai?”.
      Per quanto riguarda il GM, si trattava semplicemente di un suggerimento (in quanto tale non vincolante); ho formulato il testo indicando una sorta di prelazione del GM, forse sarebbe più opportuno suggerire il suggerimento (perdonami il gioco di parole) del GM alla fine di quella frase, come a dire “il gruppo di gioco comprende il GM, ascoltate anche il suo parere ma in caso di disaccordo fate scegliere al giocatore del PG col grado più basso”. Così dovrebbe essere più chiara come procedura.

  2. É già passata qualche settimana da questo articolo e li sto leggendo in ordine cronologico, spero che il commento non sia anacrononistico e possa aiutarti.

    Riguardo al primo punto che Daniele ha sollevato, forse la domanda a cui rispondere potrebbe essere “cosa penseranno gli altri di me?”.
    Dovrebbe coprire la percezione che gli altri hanno del personaggio, cosa che state ricercando con queste domande, e la risposta a questa domanda non é secca, come “Sto provando pazzia” ma dovrebbe adattarsi bene alle Attitudini, infatti la risposta potrebbe essere “Gli altri pensaranno che sono pazzo/disperato/arrabbiato/spaventato/ligio al dovere”.
    Inoltre spostare il focus sulla percezione che gli altri hanno di te ti permettere di essere più focalizzato sul tuo personaggio: se supponiamo di avere una domanda molto diretta di esempio come “Come ti definisci durante questa azione?”, probabilmente saresti molto restio a dire “Sono un pazzo”, ma sarebbe molto più facile dire “gli altri pensareanno che sono pazzo, ma io ho le mie buone ragioni per andare fino in fondo”.
    Infine la domanda proposta é posta al passato per fornire una risposta in quel tempo verbale, “Sono stato un pazzo/Gli altri pensano che io sia stato pazzo” dà l’idea che l’azione sia già stata compiuta, in questo modo il giocatore é spinto ad agire il più possibile istintivamente.

    Ah, dimenticavo, rispondere ad una domanda come “cosa penseranno gli altri di me?” aiuta anche gli altri giocatori a capire come interpretare le tue azioni con maggiore consapevolezza, imho.

    1. Hai centrato il punto, assolutamente. La domanda più corretta per scegliere l’attitudine è proprio quella. Più ci penso e più sono convinto che sia la scelta giusta, anche perché si tratta di una domanda fortemente tematica. Insomma, le vostre sono riflessioni proficue. 🙂

      1. La domanda con cui se n’è uscito mi piace. Direi che, in caso di pareggio, sia sempre il giocatore del PG col grado più basso a decidere, per la ragione che ci siamo detti. 😉

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