House of Reeds

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2016-09-10Qualche giorno fa, in un gruppo su Facebook, qualcuno consigliò un gioco semi-sconosciuto a chi chiedeva esempi di giochi di ruolo one-shot, gratuiti, intuitivi e poco macchinosi. Quel gioco si chiama House of Reeds e il suo autore, Sam Kabo Ashwell, lo presenta così:

House of Reeds is a map-drawing storygame about families, for 2-6 players. It’s my first role-playing game, and it’s quite small and simple.

Ora, chi mi conosce sa già che map-drawing storygame è un’espressione magica in grado di aprirmi la mente e farmi sinceramente appassionare a un gioco. Così è stato, l’ho letto, l’ho amato per la sua semplicità e per l’idea alla base, e ho deciso di tradurlo affinché potesse essere apprezzato anche da chi non mastica l’inglese.

Sam è stato molto gentile, mi ha detto che non c’era assolutamente bisogno di chiedergli l’autorizzazione (dato che il testo del gioco è rilasciato sotto licenza Creative Commons, così come lo è il testo in italiano) e che era felice di sapere che il gioco sarebbe stato tradotto in un’altra lingua.

Ed eccolo qui, in un PDF di 10 pagine (più il PDF con le carte). La traduzione potrebbe non essere di altissimo livello (nel senso che, a differenza di altri miei progetti, in questo caso non c’è stata alcuna revisione da parte di altri amici), pertanto vi invito a segnalarmi via e-mail refusi e quant’altro.

Spero vi piaccia, personalmente ho intenzione di giocarlo molto presto.

P.S.: Enrico, grazie per il consiglio.

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37 anni dopo

News, Traduzioni

25 maggio 1977: nei cinema statunitensi usciva Star Wars.

Esattamente trentasette anni dopo, domenica 25 maggio, l’edizione italiana di Star Wars Fate Edition (di Ryan M. Danks) vedrà la luce e il PDF sarà finalmente disponibile per il download. Gratuito, ovviamente.

Ne approfitto per condividere con i lettori di questo blog le ironiche (nonché stupidissime) vignette che hanno segnato ogni tappa del lavoro di traduzione, revisione e correzione su Google+ (a proposito, qui trovate la pagina di Mammut RPG su Google+).

 

Microscope e Dungeon World insieme

Traduzioni

Un paio di mesi fa, dopo aver scoperto Microscope ed essermene innamorato (sulla carta), ho deciso di provarlo (a proposito, qui trovate un rapido actual play della partita e un’efficace descrizione del gioco) perché avevo letto un post interessante sul blog di Mike Wiem sulla possibilità di utilizzare Microscope come “base di lancio” per Dungeon World. Dopo aver tradotto il post di Mike, ho anche fatto qualche sessione di prova per capire come mescolare al meglio i due sistemi, soprattutto nella fase iniziale. In attesa di ulteriori sviluppi sulla perfetta integrazione tra MicroscopeDungeon World, mi sembra giusto condividere quantomeno la traduzione.


COSTRUIRE MONDI CON MICROSCOPE PER LE CAMPAGNE DI DUNGEON WORLD

Come si può facilmente immaginare dagli ultimi post apparsi in questo blog, ho giocato molto a Dungeon World di recente (e me ne sono innamorato). Una delle caratteristiche più affascinanti del gioco è il modo in cui viene gestito quello che comunemente chiamiamo world-building (costruzione del mondo), in particolare l’utilizzo delle risposte dei giocatori come fonte principale di sviluppo. Per esempio posso chiedere a un giocatore chi governa queste terre, annotando la sua risposta come l’ultima aggiunta alle caratteristiche del mondo. Questo approccio cooperativo rende i giocatori proprietari del mondo e permette a tutti di costruirlo insieme. Tuttavia – per i giocatori non abituati a questa pratica d’improvvisazione – può diventare fonte di apprensione, specialmente quando si trovano sotto i riflettori.

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Adam Koebel (uno dei creatori di Dungeon World) mi ha detto che questi giochi funzionano bene insieme

MICROSCOPE
Microscope è un gioco che ho scoperto da pochissimo, dopo aver letto il tweet di Paul (@pdunwin) proprio ieri. I suoi tweet sembravano suggerire che stesse giocando a qualcosa in grado di coprire una scala molto epica, con alcuni elementi veramente divertenti. Per esempio, uno dei suoi tweet:

La sessione di Microscope, stasera, ha visto la magia sparire da questo mondo a causa dei nani che l’hanno rimpiazzata con tecnologie mostruose, che a loro volta hanno condotto al luddismo.

Sostanzialmente si inizia con una timeline che contiene solo l’inizio e la fine. Subito dopo viene deciso un tema (per esempio, fantascienza) e si comincia a decidere a turno cosa aggiungere al gioco e cosa invece vietare. Un giocatore potrebbe volere a tutti i costi che i robot facciano parte del gioco, e così sceglie di aggiungerli. Un altro giocatore vorrebbe vietare la magia, e così via. Dopo che ognuno ha avuto sufficienti opportunità per aggiungere/vietare elementi e dunque tutti sono pronti per iniziare, si parte. Dal sito:

Giocare è semplice. Durante il tuo turno, hai la possibilità di creare un pezzo di storia. Puoi fare una di queste tre cose: un Periodo (un grosso varco di tempo nella storia), un Evento (una cosa specifica che accade durante un Periodo, come per esempio il saccheggio di una città o un soldato che ritorna a casa dopo la guerra), o una Scena (si gioca di ruolo per scoprire cosa accade in un particolare momento all’interno di un Evento). È un sistema su tre livelli: i Periodi contengono Eventi che a loro volta contengono Scene. Scrivi un post-it per ogni cosa che fai, per tenere traccia degli eventi nella timeline.

Dopo che le scene vengono create, il loro creatore pone una domanda. Una domanda d’esempio potrebbe essere: “Può la Settima Runa del Potere distruggere i Potenti Dèi?”. I giocatori, allora, giocano di ruolo interpretando i vari personaggi che ha senso introdurre in quella scena finché i giocatori non si accorgono di aver risposto a sufficienza alla domanda iniziale.
Quando finisce il gioco? Beh, in realtà non finisce mai! Puoi sempre ritornare a giocare e continuare ad aggiungere dettagli su dettagli.
Ovviamente vi sarebbe molto altro da dire ma sto cercando di essere conciso (e devo ancora giocarci); mentre mi informavo sul gioco mi sono imbattuto in un video di un “actual play” di Microscope gestito da (o meglio, spiegato da, dal momento che non c’è bisogno di un GM) Tre Grisby (@Matrix_RPG). Stamattina ascoltavo il video in ufficio e pensavo “Sarebbe fico utilizzare Microscope come strumento per il world-building in Dungeon World!”

microscope-heroes

Impostazione dei post-it (index card) alla fine di una sessione di Microscope (da storybythethroat.wordpress.com)

MA DUNGEON WORLD NON HA BISOGNO DI UNA “STORIA” DEL MONDO
In effetti in Dungeon World i giocatori sono una componente chiave per lo sviluppo del mondo nel quale si trovano a giocare, così come ho detto prima. Tuttavia si tratta di un concetto difficile da assimilare per alcuni giocatori. Molti giocatori che conosco hanno giocato per anni a giochi sullo stile di D&D, incluso me stesso. Siamo ormai abituati a chiedere al GM “Com’è il Re?” e a prendere le sue risposte come oro colato. Ma quando, come nel caso di Dungeon World, il GM rigira la domanda ai giocatori – “Io non so com’è il Re… dimmelo tu!” – molti si bloccano.
A essere onesti, mi è capitato di avere a che fare con giocatori fantastici che si sono subito abituati a questo sistema, hanno afferrato il meccanismo e si sono davvero divertiti a sviluppare il mondo di gioco a partire dalle domande che facevo loro; sebbene vi siano stati anche con questi giocatori momenti di blocco – momenti nei quali non erano sicuri o avevano bisogno di qualche minuto in più per pensarci.
Dungeon World non necessita di una storia del mondo abbozzata prima della sessione ma coinvolgere i giocatori in questo passaggio potrebbe aiutarti a dar loro un tema, un’idea, una linea guida a cui far riferimento quando si trovano davanti alle tue domande durante la sessione di gioco. Adesso ti risponderanno partendo da basi che hanno contribuito a creare, il ché li responsabilizza e può – credo – stimolarli con idee sempre più rapide ed efficaci.

MICROSCOPE E DUNGEON WORLD IN AZIONE!
Come ho mostrato nell’immagine in alto, si scopre che Adam Koebel (uno dei creatori di Dungeon World) ha giocato a Dungeon World partendo da Microscope e seguendo quella determinata ambientazione. Infatti, in risposta al post che ho pubblicato in Dungeon World Tavern (la community Google+ di Dungeon World), Adam ha fornito questo input con cui intendo lasciarvi, per dimostrare le possibilità di questo sistema, fatto un passo ulteriore…

Lo abbiamo fatto una volta, senza alcun tipo di modifica a nessuno dei due giochi. Giocate Microscope con un set di elementi predefiniti che devono essere inclusi – elfi, nani, magia arcana e divina, ecc. – e poi metteteli in gioco. Prendete una carta e dite “Giochiamo un’avventura, qui!”. Si può tornare in seguito per altre avventure e giocare con i discendenti dei vostri personaggi, o con gli stessi personaggi se si tratta di razze caratterizzate da una lunga vita!

Indipendentemente dal fatto che io alla fine utilizzi o meno Microscope per sviluppare una storia del mondo con i miei giocatori per Dungeon World, mi affascina molto l’idea di lavorare insieme a una storia del mondo, qualunque gioco giochiamo.

LINK

Microscope
Sito ufficiale
Community Google+
Video Actual Play

Dungeon World
Sito ufficiale
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